- La pensione di reversibilità spetta a coniuge, figli, genitori o fratelli in specifiche condizioni.
- Il coniuge superstite ha sempre diritto, anche se separato o divorziato con assegno di mantenimento.
- La domanda va presentata online all’INPS con documenti anagrafici, certificati e IBAN.
- Presentare domanda tempestivamente consente di ricevere arretrati dal mese successivo al decesso.
Sei seduto al tavolo della cucina, una tazza di caffè ancora caldo tra le mani. Nella luce soffusa del mattino, apri la lettera dell’INPS: “Pensione di reversibilità”. Le cifre che leggi potrebbero cambiare il modo in cui affronterai il futuro. Ma a chi spetta davvero questa prestazione, e come si calcola ciò che riceverai nel 2026?
Chi ha diritto alla pensione di reversibilità nel 2026?
Nel 2026, la pensione di reversibilità spetta principalmente al coniuge superstite, ai figli minorenni, studenti o inabili, e in alcuni casi ai genitori o fratelli del defunto. Il diritto nasce se il titolare aveva già una pensione diretta o aveva maturato i requisiti minimi (almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio).
Il coniuge separato o divorziato può averne diritto se percepiva un assegno di mantenimento. I figli maggiorenni studenti sono inclusi fino a 26 anni (se universitari), mentre i figli inabili sono tutelati a prescindere dall’età.
- Coniuge superstite: Ha sempre diritto alla pensione di reversibilità, anche se separato (a patto che non sia stata dichiarata la sua colpa esclusiva), e in caso di divorzio solo se titolare di assegno di mantenimento.
- Figli minorenni: Hanno diritto fino al compimento dei 18 anni.
- Figli studenti: Il diritto si estende fino al 21° anno di età se frequentano scuole medie superiori o professionali e fino al 26° anno se frequentano l’università, purché non lavorino.
- Figli inabili: Hanno diritto senza limiti di età, a condizione che l’inabilità sia riconosciuta prima della morte del genitore.
- Genitori del defunto: Possono richiedere la pensione solo se avevano almeno 65 anni, non percepivano una pensione e risultavano a carico del deceduto.
- Fratelli e sorelle: Solo se inabili, non titolari di pensione, a carico del defunto e senza altri aventi diritto prioritari.
In caso di più superstiti, la pensione viene ripartita tra gli aventi diritto secondo le percentuali stabilite per legge.
Quali documenti servono per richiedere la pensione di reversibilità?
Per presentare domanda all’INPS occorrono:
- Certificato di morte del pensionato o assicurato
- Stato di famiglia e documentazione anagrafica del richiedente
- Documenti che attestano la qualità di coniuge, figlio o altro avente diritto
- Eventuale sentenza di separazione o divorzio
- Autocertificazione del reddito, se richiesto
- Certificato di frequenza scolastica/universitaria per i figli studenti
- Certificato di inabilità per i figli o fratelli/sorelle inabili
- Copia documento di identità e codice fiscale
- IBAN bancario/postale per l’accredito della pensione
La domanda va presentata telematicamente sul sito INPS o tramite patronato.
È importante ricordare che la domanda deve essere presentata entro 10 anni dal decesso, ma agire tempestivamente permette di ricevere gli arretrati a partire dal mese successivo alla morte del pensionato. In caso di più superstiti, la domanda può essere presentata da ciascun avente diritto.
Quanto spetta realmente al coniuge superstite?
L’importo della pensione di reversibilità varia in base ai superstiti:
- 60% della pensione percepita dal defunto se c’è solo il coniuge
- 80% se coniuge e un figlio
- 100% se coniuge e due o più figli
Se ci sono redditi personali superiori a determinate soglie, la percentuale può essere ridotta fino al 50% (art. 1, comma 41, L. 335/1995). Per il 2026, le soglie di riduzione saranno aggiornate annualmente dall’INPS.
Ecco un esempio pratico di calcolo:
- Pensione percepita dal defunto: 1.200 euro lordi mensili
- Solo coniuge superstite: 1.200 × 60% = 720 euro lordi mensili
- Coniuge e un figlio: 1.200 × 80% = 960 euro lordi mensili
- Coniuge e due figli: 1.200 × 100% = 1.200 euro lordi mensili
Attenzione: se il coniuge superstite possiede propri redditi superiori a specifiche soglie stabilite annualmente (nel 2024 la prima soglia era di circa 22.000 euro lordi annui), l’importo spettante può essere ridotto del 25%, 40% o 50% a seconda dello scaglione di reddito superato.
La pensione di reversibilità è soggetta a tassazione IRPEF come qualsiasi altra prestazione pensionistica.
Riduzioni in base al reddito del coniuge superstite
Le percentuali di riduzione, aggiornate annualmente dall’INPS, sono le seguenti:
- Reddito fino alla prima soglia: Nessuna riduzione
- Reddito tra 1 e 2 volte il trattamento minimo INPS: Riduzione del 25%
- Reddito tra 2 e 3 volte il trattamento minimo: Riduzione del 40%
- Reddito superiore a 3 volte il trattamento minimo: Riduzione del 50%
Si considerano tutti i redditi del superstite, esclusi alcuni trattamenti assistenziali e la casa di abitazione. Per conoscere le soglie esatte valide per il 2026, sarà necessario consultare la circolare annuale INPS.
Esempio di riduzione
Supponiamo che il coniuge superstite abbia un reddito lordo annuo di 30.000 euro. Se la soglia per la riduzione del 40% nel 2026 fosse fissata a 28.000 euro, la pensione di reversibilità subirebbe una decurtazione del 40%. Se la quota spettante fosse di 720 euro mensili, l’importo effettivo sarebbe 432 euro lordi mensili.
Quali sono le differenze tra pensione di reversibilità e pensione indiretta?
La pensione di reversibilità si riconosce se il deceduto era già titolare di pensione. La pensione indiretta, invece, viene erogata se il lavoratore era assicurato ma non ancora in pensione, purché avesse i requisiti minimi di contribuzione (5 anni di cui 3 nell’ultimo quinquennio).
Le modalità di calcolo e i beneficiari sono simili, ma la procedura di liquidazione è diversa. Nel caso della pensione indiretta, infatti, l’INPS deve prima ricostruire la posizione assicurativa del defunto e calcolare l’importo che sarebbe spettato come pensione diretta, da cui poi viene calcolata la quota di reversibilità spettante agli eredi.
- Pensione di reversibilità: Deceduto già pensionato.
- Pensione indiretta: Deceduto lavoratore con almeno 5 anni di contributi (di cui 3 negli ultimi 5 anni).
In entrambe le prestazioni i beneficiari sono gli stessi e valgono le stesse percentuali di ripartizione.
Come influiscono le modifiche normative sulla pensione di reversibilità?
Per il 2026, la normativa di riferimento resta la Legge 335/1995 e il D.lgs. 503/1992, ma ogni anno l’INPS aggiorna le soglie di reddito per le eventuali riduzioni. Eventuali nuove riforme pensionistiche potranno intervenire sulle percentuali spettanti o sui criteri di accesso, ma per ora le regole restano invariati rispetto agli anni precedenti.
Per avere conferma dei dettagli aggiornati, è consigliabile consultare la circolare INPS di inizio 2026 relativa alla pensione ai superstiti.
Negli ultimi anni si è spesso discusso di possibili riforme che potrebbero rivedere le percentuali spettanti o introdurre limiti più stringenti, in particolare per i coniugi più giovani o per i superstiti con redditi elevati. Tuttavia, ad oggi, non sono previsti cambiamenti sostanziali per il 2026.
Come presentare domanda: procedura passo dopo passo
La procedura per la richiesta della pensione di reversibilità è ormai completamente digitalizzata. Ecco come fare:
- Accesso al portale INPS: Collegati al sito www.inps.it e accedi con le tue credenziali SPID, CIE o CNS.
- Compilazione domanda: Cerca la sezione “Domanda di pensione ai superstiti” e inserisci tutti i dati richiesti, allegando la documentazione necessaria in formato digitale.
- Invio della domanda: La procedura termina con l’invio telematico. Riceverai una ricevuta che attesta la corretta trasmissione.
- Assistenza: In caso di difficoltà, puoi rivolgerti a un patronato, che ti assisterà gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda.
L’INPS provvederà a controllare la documentazione e a liquidare la prestazione entro pochi mesi, inviando comunicazione dell’importo riconosciuto e della data di decorrenza.
Domande frequenti sulla pensione di reversibilità
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La pensione di reversibilità si perde se ci si risposa?
Sì, se il coniuge superstite contrae nuovo matrimonio, la pensione si estingue, ma spetta un’indennità pari a due annualità della quota spettante. -
È compatibile con altre pensioni?
Sì, è cumulabile con altre pensioni dirette e con redditi da lavoro, ma può subire riduzioni in base al reddito complessivo. -
Si trasmette anche a nipoti?
Sì, se i nipoti erano a carico del defunto e conviventi, possono essere equiparati ai figli ai fini della pensione di reversibilità. -
Quando si riceve il primo pagamento?
Di norma, il pagamento avviene dal mese successivo al decesso, ma i tempi di liquidazione possono variare in base alla correttezza della domanda e della documentazione.
Consigli pratici e approfondimenti
Verifica periodica dei requisiti: Se sei genitore di figli studenti o inabili, ricorda di inviare annualmente l’autocertificazione richiesta dall’INPS per mantenere il diritto alla prestazione.
Conserva tutta la documentazione: Potrebbe essere richiesta in qualsiasi momento per controlli successivi.
Consulta un patronato: Per casi complessi (ad esempio, figli di primo e secondo letto, divorzi, situazioni di convivenza), il supporto di un esperto può agevolare la procedura e prevenire errori.
La pensione di reversibilità rappresenta un importante sostegno economico per i familiari superstiti del lavoratore o pensionato deceduto. Capire a chi spetta, come si calcola, quali sono i documenti necessari e come presentare domanda è fondamentale per garantirsi la sicurezza economica anche nei momenti più difficili.
Roberto Ferrari
Imprenditore e Business Angel
Founder di diverse startup di successo. Condivide la sua esperienza su strategie aziendali, leadership e gestione del capitale di rischio, offrendo mentorship virtuale aspiranti imprenditori.







