Partita IVA a regime forfettario: chi rischia di perderla nel 2026

📋 In breve
  • Superare 85.000 euro di ricavi annui comporta la perdita del regime forfettario dal 2026.
  • Chi ha spese per dipendenti oltre 20.000 euro o redditi da lavoro dipendente sopra 35.000 euro perde il regime.
  • Soci di società di persone o chi controlla SRL con stessa attività saranno esclusi dal forfettario.
  • Le regole potrebbero cambiare ancora con le prossime leggi di bilancio.

Immagina lo scenario: apri il tuo computer, dai un’occhiata ai movimenti bancari e il pensiero corre subito alla tua partita IVA in regime forfettario. Con il 2026 che si avvicina, le notizie sui cambiamenti normativi ti lasciano qualche dubbio. Riuscirai a mantenere il regime agevolato, o le nuove regole rischiano di complicarti la vita?

Chi rischia di perdere la partita IVA a regime forfettario nel 2026?

Nel 2026 diversi professionisti e titolari di partita IVA potrebbero perdere i vantaggi del regime forfettario. I primi a rischiare sono coloro che superano certi limiti di ricavi o che hanno specifiche situazioni lavorative o societarie. Non si tratta solo di fatturato: anche altri parametri possono portare all’esclusione dal regime agevolato.

Se hai dipendenti o collaboratori, sei socio di società di persone, controlli una SRL che svolge la stessa attività, oppure hai introiti da lavoro dipendente elevati, dovrai prestare particolare attenzione alle nuove regole.

Quali sono i limiti di fatturato e le nuove soglie da considerare?

Il limite di fatturato per il regime forfettario è attualmente fissato a 65.000 euro l’anno. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2024 ha previsto delle soglie specifiche per il 2026:

  • Se i tuoi ricavi superano 85.000 euro (ragguagliati ad anno), perderai il regime forfettario a partire dall’anno successivo.
  • Se invece superi i 100.000 euro, l’esclusione avviene immediatamente nello stesso anno.

Queste soglie rappresentano un vero spartiacque. Se il tuo fatturato si avvicina a queste cifre, è il momento di monitorare con attenzione i tuoi incassi mensili. Inoltre, si discute da anni di possibili innalzamenti del limite base, ma per ora i dati ufficiali confermano la soglia dei 65.000 euro come riferimento principale.

Altri limiti da non sottovalutare

Non è solo il fatturato a mettere a rischio il regime forfettario. Se nel 2025 le tue spese per dipendenti e collaboratori superano i 20.000 euro lordi, nel 2026 non potrai più applicare il regime agevolato. Lo stesso vale se percepisci un reddito da lavoro dipendente o da pensione superiore a 35.000 euro: in questo caso, il diritto di restare forfettario decade.

Come le modifiche fiscali influenzeranno i requisiti per il regime forfettario?

Le novità normative previste per il 2026 incidono su diversi aspetti. Oltre ai limiti di ricavi e spese, alcune categorie saranno escluse in automatico. I soci di società di persone (come Snc o Sas), chi controlla una SRL che svolge la stessa attività o chi applica regimi IVA speciali, sarà fuori dal regime forfettario.

Inoltre, le nuove regole stringono le maglie anche per chi percepisce redditi da lavoro dipendente o pensione elevati. Se il tuo reddito da queste fonti supera i 35.000 euro nell’anno precedente, non potrai più beneficiare delle agevolazioni dal 2026.

Il quadro normativo potrebbe subire ulteriori variazioni con le prossime leggi di bilancio. Per ora, però, queste sono le regole da mettere sotto la lente.

Quali strategie adottare per mantenere il regime forfettario?

Se vuoi continuare a beneficiare della partita IVA a regime forfettario, occorre pianificare con attenzione la tua attività economica. Ecco alcune strategie utili:

  • Monitora regolarmente il tuo fatturato. Prepara un prospetto mensile per evitare sorprese a fine anno.
  • Gestisci con attenzione le spese per dipendenti e collaboratori. Rimanere sotto la soglia di 20.000 euro lordi può fare la differenza.
  • Se hai anche un lavoro dipendente o percepisci una pensione, controlla che il reddito non superi i 35.000 euro annui.
  • Evita di assumere ruoli di controllo in società di persone o SRL che svolgono attività simili alla tua.

Pianificare in anticipo ti consente di evitare il rischio di esclusione e di gestire con maggiore serenità il passaggio alle nuove regole fiscali.

Quando conviene valutare altre opzioni?

Se prevedi di superare i limiti imposti, inizia già ora a valutare le alternative al regime forfettario. Una corretta pianificazione fiscale ti permette di affrontare il possibile cambio di regime senza traumi.

Quali sono le conseguenze della perdita del regime forfettario?

Perdere il regime forfettario comporta diversi cambiamenti nella gestione della tua attività:

  • Passaggio a un regime ordinario, con obblighi contabili più complessi e costi amministrativi più elevati.
  • Applicazione dell’IVA sulle fatture emesse, con necessità di liquidazione e versamento periodico.
  • Maggiore attenzione ai documenti fiscali, alla tenuta dei registri e alle scadenze.
  • Possibili nuovi adempimenti legati alla ritenuta d’acconto e agli studi di settore.

Il passaggio non è immediato in tutti i casi. Se superi i 100.000 euro di ricavi, però, il cambio di regime scatta subito. In altri casi, l’esclusione avviene dall’anno successivo.

Per chi ha sempre gestito la propria attività in modo semplificato, questi cambiamenti possono risultare impegnativi. Valuta attentamente l’opportunità di affidarti a un consulente fiscale per evitare errori e sanzioni.

Come gestire la transizione

Affrontare la perdita del regime forfettario non significa necessariamente subire un peggioramento economico. Con una buona organizzazione puoi trasformare la transizione in un’opportunità di crescita e di miglioramento della tua attività.

Prepararsi al futuro: la tua partita IVA nel 2026

Le regole cambiano e rimanere informati è fondamentale per chi lavora con partita IVA. Fai il punto sui tuoi dati contabili, verifica i parametri richiesti e valuta se hai bisogno di modificare qualcosa nella tua gestione. In questo modo potrai continuare a lavorare con tranquillità, evitando spiacevoli sorprese nel passaggio al nuovo anno fiscale.

Il regime forfettario resta una soluzione molto vantaggiosa per tanti professionisti e piccole imprese. Sapere chi rischia di perderlo e come puoi tutelarti rappresenta il primo passo per prendere decisioni consapevoli sul futuro della tua attività.

Con il 2026 alle porte, il controllo dei numeri e la conoscenza delle regole si confermano le armi migliori per non farti trovare impreparato.

Roberto Ferrari

Imprenditore e Business Angel

Founder di diverse startup di successo. Condivide la sua esperienza su strategie aziendali, leadership e gestione del capitale di rischio, offrendo mentorship virtuale aspiranti imprenditori.

Fonti e approfondimenti
Le informazioni sono basate su fonti pubbliche consultate a Marzo 2026. Per dati aggiornati, consulta i siti ufficiali indicati.

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